“I fondi europei seguono sempre più spesso logiche ideologiche che generano enormi sprechi. Analizzando i finanziamenti dell’Unione europea destinati a studi e progetti sull’immigrazione, emergono iniziative discutibili e dagli obiettivi poco chiari”.
“Tra i progetti per l’integrazione dei migranti tramite lo sport figurano, ad esempio, un’iniziativa da 250 mila euro coordinata dalla federazione irlandese di padel per favorire l’accettazione degli stranieri; un progetto sul ruolo del calcio nell’emancipazione dei giovani rifugiati (750 mila euro); un altro legato al basket (60 mila euro) e uno all’inclusione attraverso gli sport di strada (60 mila euro)”.
“Non manca l’arte: 200 mila euro sono destinati a promuovere la partecipazione dei migranti alla vita sociale e culturale tramite la street art. Stravagante appare invece il progetto che studia il ruolo dei lavoratori migranti nella politica di decarbonizzazione energetica (265 mila euro)”.
“Particolarmente oneroso, poi, uno studio da 2 milioni di euro sui collegamenti nascosti tra migranti e società attraverso il cibo e i circuiti alimentari. Nel settore digitale, l’UE ha stanziato 1,5 milioni di euro per analizzare come i social network possano aumentare la vulnerabilità economica dei migranti e 810 mila euro per un progetto di storytelling digitale dedicato alla loro integrazione”.
“La cultura non è da meno: 183 mila euro vanno all’Università Ca’ Foscari per uno studio che “riscrive” le identità dei migranti attraverso la letteratura femminile, mentre qu
asi 2 milioni finanziano un progetto dal sapore woke sul cinema africano e sulla “decolonizzazione degli studi cinematografici e televisivi”.
“Infine, un’iniziativa da 2,5 milioni di euro punta a individuare le migliori strategie per proteggere gli immigrati irregolari, chiaro segno della deriva buonista dell’Unione europea. In totale, oltre 10 milioni di euro solo per questi progetti. E si tratta appena della punta dell’iceberg: centinaia di altre iniziative vengono finanziate con i soldi dei contribuenti, destinate a università, ONG e associazioni legate al mondo dell’accoglienza. È sempre più assurdo assistere a una simile pioggia di fondi per inseguire scopi ideologici così distanti dalle reali esigenze delle famiglie e delle imprese europee”.
Così in una nota Silvia Sardone, eurodeputata del gruppo dei Patrioti.




