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Rom in via Trasimeno: «Barriera anti roulotte». Voto bipartisan del consiglio di zona

È questo il contenuto principale della mozione presentata, nella seduta dell’11 marzo del consiglio di zona 2, da Silvia Sardone (Forza Italia), con l’appoggio di Lega Nord e Fratelli d’Italia, e che è stata votata in maniera favorevole dall’intero consiglio.

Di fatti, la mozione è stata approvata anche attraverso i voti di sette consiglieri del Pd, due di Rifondazione, uno dei Verdi, e dell’unico consigliere del M5S. I restanti quattro consiglieri di Sel, due del Pd ed un radicale si sono astenuti. Nessun voto contrario, dunque, a dimostrazione e testimonianza di un malessere diffuso tra i cittadini che vivono in via Trasimeno, tra Crescenzago ed il quartiere Adriano, costretti a condividere la zona con i numerosi rom che sono presenti nel centrale parcheggio, ormai diventato presidio abusivo di roulotte e camper.

Una situazione per i più ormai insostenibile, che necessita un immediato intervento risolutivo da parte del comune di Milano. D’altronde, già nelle scorse settimane, la zona era stata sgombrata. Un tentativo, questo, rivelatosi poi inutile dato che nel giro di pochi giorni i rom erano nuovamente presenti. Da qui l’unisona richiesta avanzata dal consiglio di zona 2 al sindaco Pisapia, e alla polizia locale, di installare una barriera per impedire l’ingresso di ulteriori rom.

L’impressione è che, in questo caso, più che di un episodio di razzismo si tratti di una lecita istanza, da parte dei residenti, per porre rimedio ad un disagio che si ripercuote in maniera quotidiana attraverso piccoli furti, feste serali, che disturbano la quiete pubblica, e disordine perenne con fili per la biancheria legati tra gli alberi.

«Per un periodo c’erano solo poche roulotte, ed era gente tranquilla – hanno dichiarato delle signore che abitualmente si recano al vicino centro anziani – ma nelle ultime settimane sono diventati un bel po’, e si sentono». Dello stesso tono le dichiarazione di altri residenti tutti concordi nel dire che «è necessario fare qualcosa» e denunciano come «le periferie sono abbandonate, l’amministrazione pensa solo a fare bello e sicuro il centro, ma qui, chi ci protegge?».

 

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