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ROM E SBANDATI OCCUPANO EX CIMITERO DI CRESCENZAGO

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Tombe usate come rifugio da disperati ed extracomunitari in quello che era il cimitero di via del Ricordo, oggi sconsacrato. A denunciare la situazione di degrado è Silvia Sardone, consigliere di zona 2 e responsabile Sicurezza e Periferie di Forza Italia Lombardia, che accusa: “E’ questa la nuova frontiera dell’emergenza disperati, gestita in maniera pessima dall’amministrazione. Il tutto avviene nel silenzio del Comune nonostante le diverse segnalazioni dei cittadini e le richieste di intervento del Consiglio di zona. Già a marzo, con una mozione del consigliere di Forza Italia Locanto, avevamo chiesto di riqualificare l’area ma purtroppo, nel silenzio colpevole di Palazzo Marino, nulla è stato fatto. Ormai non c’è più limite, persino le tombe diventano luogo di ricovero per i senzatetto. E’ evidente l’incapacità di gestire l’emergenza e di creare un adeguato piano di sostegno per i senza fissa dimora.

Il consigliere prosegue: “Inoltre, con le temperature rigide di questo periodo, si rischiano conseguenze gravissime, come, purtroppo, avvenuto al Parco Solari. Spiace constatare che ormai le periferie sono abbandonate, con l’amministrazione che non ascolta le giuste lamentele dei cittadini. Il bisogno di sicurezza e la necessità di combattere il degrado non sono considerati, in una spirale verso il basso che lascia veramente perplessi e arrabbiati. E’ intollerabile l’inefficienza dell’amministrazione che non avendo un adeguato sistema di intervento rapido per i clochard nè volendo aumentare i dormitori pubblici lascia, volgendo le spalle, che vengano occupate le aree abbandonate. Non possiamo accettare che i disperati cerchino di passare la notte, con temperature vicino alla morte, in tutte le aree abbandonate delle periferie milanesi, compresi i vecchi cimiteri. Non può cadere sempre sulle spalle dei cittadini della periferia l’incapacità del comune di gestire il disagio sociale, con chiare conseguenze anche su sicurezza (anzi insicurezza) e degrado dei quartieri. Non è degno di un Paese civile e in contrasto con l’immagine di Milano solidale che tutti auspichiamo”.

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