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RECORD DI ASCOLTI PER LA SARDONE IN TV

L7

 

ARTICOLO DA LIBERO QUOTIDIANO – 5 APRILE

I rumors interni dicono che dopo la sua apparizione in tv a Otto e mezzo, Silvia Sardone abbia scatenato un putiferio ai piani medio-alti di Forza Italia. Per la verità questa non è una novità assoluta, visto che la 32enne milanese da tempo viene invitata in tv come uno dei volti nuovi, e più convincenti, della Forza Italia che verrà. O che dovrebbe venire. Se a questo si aggiunge che l’altra sera con lei Otto e mezzo ha fatto il record di share e che la Sardone è apprezzata da Berlusconi che la sente regolarmente al telefono, ecco che gli elementi per tirarsi addosso un po’ di insana invidia ci sono tutti.
Certo, la giovane consigliera di zona non avrebbe mai pensato di attirarsi le ire di pezzi grossi del partito quali Paolo Romani e Maurizio Gasparri. Il primo, in particolare, dopo aver seguito la performance a La7, il suo disappunto lo ha messo nero su bianco e su Twitter ha scritto: «Qualcuno ha visto 8 e mezzo della Gruber? Quello che è andato in onda rappresenta il futuro di Forza Italia? Io sono nato vecchio!». Tra quelli (pochi per la verità) che hanno condiviso lo sfogo di Romani c’è l’ex colonnello di An. Per il resto le risposte raccolte dal senatore sono tutte o quasi irriferibili e a favore della Sardone, anche perché a muoverle sono molti giovani amministratori del partito.
Già, perché il punto sta tutto lì, nella parola «rinnovamento» di cui la Sardone, insieme a molti altri tra i quali l’ex sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, si fa portavoce da tempo. Ma cos’ha detto di tanto grave a Otto e Mezzo? Ha detto, per esempio, che «il nostro elettorato non è contento dei dati su disoccupazione e pressione fiscale che sta portando a casa il governo Renzi e chiede che qualcuno smascheri le balle del premier» e ancora: «per rilanciare il partito bisogna mettere in campo delle idee. Io ci provo quando auspico il limite ai mandati (con le giuste clausole di salvaguardia), quando dico che dobbiamo tornare a parlare dei temi di centrodestra e quando dico che Forza Italia non può sempre sperare nelle proprietà salvifiche di Silvio Berlusconi». Uno che «certo può ancora darci la spinta nei sondaggi per vincere, ma se non ci mettiamo noi per primi a dargli una mano si rischia di finire male».
Il giorno dopo, delle polemiche Silvia Sardone non vuol nemmeno sentir parlare. «Dico quello che dicono Berlusconi e molti dirigenti: rinnovamento non è una parolaccia e litigare tra noi non aiuta certo a risollevare il partito. Io vorrei parlare di merito e dei criteri per valutarlo. Tutto qui. Io non ce l’ho con nessuno».
Riassumendo, la Sardone, e tanti giovani (e meno giovani) come lei sta chiedendo al partito di ritornare nelle piazze, proprio come fa lei dalla sua posizione di consigliere di Zona a Milano. La sua forza sta proprio lì, nell’entusiasmo che sprigiona quando ha un megafono tra le mani o quando riesce a risolvere un problema del suo quartiere.
Un entusiasmo che, a pensarci bene, può fare anche paura. Viviamo un tempo nel quale il Parlamento avanza solo per decreti del governo e il fatto che i suoi membri non siano eletti, ma nominati, ha accelerato l’allontanamento dalle piazze e lasciato loro un unico palcoscenico per «esistere»: la televisione. Vedere la Sardone (ma lo stesso discorso vale per Cattaneo e gli altri giovani del partito) seduta in studio a macinare telespettatori rischia di far perdere loro anche quell’ultimo spazio di esistenza. Un rischio inaccettabile. Ma anche no…

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