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Pisapia, dove è finito il laboratorio di Via Padova? Solo propaganda

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia definiva Via Padova, in campagna elettorale, un grande laboratorio sociale in cui la sinistra si sarebbe impegnata (citazione testuale dal programma del sindaco) per alleviare i fenomeni di disagio sociale, allontanare la marginalità e aumentare la vivibilità.

E invece la situazione è sempre disastrosa. “Il sindaco ha usato per mesi slogan come inclusione, partecipazione, coinvolgimento, e tante belle parole – commenta Silvia Sardone, consigliere di zona 2 (Forza Italia) – ma la situazione è ben diversa. Solite scene, solite risse, solito quartiere dove l’integrazione non esiste, una zona abbandonata dove l’insicurezza è realtà di tutti i giorni.
E al peggio non c’è mai fine. Nella home page del sito del comune (nell’area zona 2) viene segnalato, con grande enfasi, il laboratorio di Via Padova, un progetto per costituire un luogo aperto a tutti i cittadini e alle associazioni del territorio per approfondire le problematiche della via ed i bisogni di riqualificazione. Un’idea mai concretizzata – continua Sardone – ma che viene propagandata nonostante le delibere siano ormai di più di un anno fa.
Riepilogando abbiamo una via e un intero quartiere che è l’immagine dell’insicurezza di Milano dove violenze sessuali, furti e prostituzione (anche di trans in pieno giorno!!), discariche a cielo aperto e illegalità diffusa sono una costante quotidiana mentre la sinistra ancora si vanta del nulla propagandistico sul modello di Via Padova che veniva descritto come il paradiso dell’integrazione e del connubio perfetto tra gli italiani (i pochi rimasti) e gli stranieri.

I cittadini della zona sono stanchi e vogliono risposte. In Consiglio di zona ho proposto – conclude Sardone – l’installazione di telecamere in alcune vie oltre a Via Padova per riaffermare la necessità di maggiori controlli nell’area. Pisapia si sveglierà o continuerà a lodare inesistenti qualità di una zona ormai abbandonata all’illegalità?”

 

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