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Patetico articolo della Lucarelli sul Fatto, pieno di affermazioni false

In riferimento “all’editoriale” della signora Lucarelli su Il Fatto Quotidiano, veritiero quanto può essere un film di Godzilla, sono a specificare quanto segue.

Prendo atto che la giornalista, evidentemente incapace di controbattere in un confronto diretto come accaduto recentemente a Piazzapulita, abbia dovuto esprimere la sua frustrazione con un patetico documento, pieno zeppo di errori e offese. Le faccio i miei complimenti per aver sprecato il suo primo editoriale sul Fatto scrivendo un articolo su di me, basato su assolute falsità. Se fossi il direttore Travaglio che notoriamente ama dare notizie e non gossip, sarei piuttosto spiazzato da un tale esordio così mediocre e scopiazzato da vecchi articoli già smentiti su questioni di molti anni fa

Ci sono infatti numerosi riferimenti totalmente inventati o fasulli. Mi riservo di adire alle vie legali per la tutela dei diritti e interessi lesi per le false affermazioni.

In merito agli strampalati giudizi sulla mia persona
– Parla di “leccaculismo” descrivendomi. E’ evidente che non conosce il Partito anche perché se avessi leccato il culo non sarei una semplice consigliera di zona e non attaccherei i “potenti” del Partito che lei stessa alla fine si mette a difendere, forse è lei che lecca il culo?
– Spende un’intera colonna per criticare il mio sito (caspita che giornalismo di qualità criticare un sito) in cui segnalo le mie attività o i miei riferimenti sui social. Detto da una che promuove solamente il suo seno è un complimento!
– Mi definisce “una donna che non dice cose di destra e nemmeno di sinistra”: ecco che qui la novella paladina dei Rom tira fuori il suo astio dall’alto della sua gloriosa carriera giornalistica.
– Mi cita per un titolo del sito sui “Record di ascolti”, la (non) giornalista non ha nemmeno notato che quelli riportati nel mio sito sono articoli di quotidiani che avevano quel titolo e che l’analisi riprodotta non l’ho inventata io ma era stata riportata da altri giornali che avevano analizzato gli share di alcuni programmi.
– Informiamo la Lucarelli che lavoro con il cartellino 8 ore al giorno e che quando vado in televisione ci vado in orari serali o prendendo, come da contratto, ferie o ore di permesso.
– La Lucarelli critica il fatto di aver lasciato sul mio sito il mio numero di cellulare. E’ lo stesso da quando avevo 16 anni e l’ho messo lì perché i cittadini (soprattutto della zona dove sono consigliere) possano contattarmi per espormi i loro problemi. Credo sia buona politica dare il proprio cellulare ai cittadini, evidentemente per la Lucarelli sono da lodare coloro che sul territorio non ci sono mai e sono irrintracciabili.
– Nel Circolo del Buon Governo di Dell’Utri ci sarò entrata una volta in tutta la mia vita, se questo vuol dire assiduamente allora vinco assiduamente al gratta e vinci!
– La Lucarelli continua lodando alcuni parlamentari di lungo corso di Forza Italia…si commenta da sola! Il suo meglio lo fa descrivendo la mia morte sotto un TIR. Complimenti!
– Ho solo mandato i miei contatti e una mia breve biografia ai giornali, dove è lo scandalo? E tra l’altro la considero una cosa normalissima per lasciare i propri riferimenti alle redazioni. Inoltre la Lucarelli cade in una grave contraddizione. Se lecco il culo come mai non vado in tv su raccomandazione? Le mail sono la prova provata di un lavoro che parte dal territorio (in tv ci sono andata per alcune attività a Milano e provincia) e che non è frutto di padrini politici ma di militanza e voglia di fare. Nella mail che la scrittrice riprende infatti segnalavo una mia battaglia contro la scandalosa accoglienza fatta ai siriani in Stazione centrale da parte del comune che se ne vantava.
– La Lucarelli segnala una mia dichiarazione sul pizzo dei rom in stazione e nelle metropolitane intorno ai distributori dei biglietti Atm. Battaglia che rivendico ma capisco possa dare fastidio a chi difende i rom, spesso in maniera ridicola e banale.
– Sul futuro di Forza Italia io sogno un partito che sia in grado di rinnovarsi, la Lucarelli no. Ne prendiamo atto.

Per quanto riguarda i passaggi su Afol che si riferiscono a vicende passate da ormai anni sulle quali non ho mai avuto alcuna condanna né civile né penale e sulla quale non sono sotto alcun tipo d’indagine evidenzio quanto segue
– La mia carica di presidente di Afol era totalmente onorifica
– La nomina del direttore generale in questione è avvenuta su indicazione del consiglio di amministrazione, del quale ai tempi ero un semplice componente. La persona in questione, laureata e ricercatore avrebbe falsificato il curriculum (non dicendolo ovviamente ai membri del Cda, per la cronaca quando fu nominato ero semplice componente del consiglio e nemmeno presidente) per quanto riguarda un’attività svolta (in realtà non svolta) dal medesimo. Una volta scoperta l’anomalia e preso atto di numerose responsabilità gravi nel suo operato, il Cda che presiedevo lo ha licenziato per giusta causa. Conoscevo il direttore generale per ragioni professionali essendo una studiosa di diritto del lavoro. Ero talmente così amica di questa persona che in qualità di presidente del CdA abbiamo provveduto a licenziarlo!
– Non me la sono mai assegnata tale consulenza, è stata assegnata dal coordinatore di un progetto per il riordino di centri dell’impiego in altra regione, il costo non era sostenuto da Afol ma indirettamente dall’Unione europea e non ho mai fatturato quella somma perché su rendicontazione e quindi non ho mai raggiunto tale  importo. Il progetto ha avuto durata di 1 anno e sono rimasta membro del cda per 4 anni. Ribadisco che come quello di presidente di afol era un incarico onorifico (30 euro lorde a seduta).
– In merito ai giudizi dei revisori dei conti si ribadisce, come già fatto più volte in passato, che i revisori hanno iniziato a screditare il cda di Afol immediatamente dopo che il medesimo ha ridotto i loro compensi. I revisori che li hanno preceduti fatturavano infatti complessivamente 30.000 euro l’anno mentre loro per l’intero mandato hanno fatturato 420.000 euro. Preso atto di tale differenza il Cda, su indicazione del segretario della Provincia, ha deciso di ridurre i loro compensi. Dal momento in cui hanno visto i loro emolumenti diminuire hanno fatto partire le critiche: un caso?
– Clamorosa la cantonata della Lucarelli sulla gara arredi. La mal informata Lucarelli sbaglia completamente contesto e responsabilità sulla questione. Le anomalie non vengono scoperte dai revisori ma sono io a tirarle fuori in azienda dopo una segnalazione da parte di una dipendente. Inoltre, precedentemente, avevo suggerito alla direzione di rivolgersi all’IKEA, una volta negatami tale possibilità ho chiesto di invitare più ditte possibili. L’unica ditta lombarda che aveva partecipato e che aveva proposto una cifra molto più bassa è stata esclusa dall’allora direttore generale (poi dal Cda licenziato) per un vizio di forma! Rassicuriamo inoltre i cittadini che nemmeno un euro di soldi pubblici è stato speso perché dopo la mia segnalazione tutto è stato prontamente sospeso.
– Non ho mai fatto assumere alcun miglior amico né ho mai avuto un autista o baby sitter. La persona a cui si riferisce la Lucarelli non è stata assunta sotto la mia presidenza e non ha mai avuto quei ruoli con me.
– Non si capisce di quali buchi di bilancio parli la Lucarelli considerando che il bilancio di Afol è stato chiuso in attivo. Inoltre ribadisco che non esiste alcuna indagine a mio carico da parte della magistratura.
– Per quanto riguarda 32mila euro da restituire non si capisce da dove abbia preso questa notizia la Lucarelli. Per doverli restituire dovrei quantomeno averli percepiti.

Insomma tutta la mia compassione per l’ex moglie del figlio di Pappalardo. Evidentemente dove non ci sono i contenuti sono rimaste solo le banalità comiche che avrà appreso dal suo ex compagno Max Giusti.
Un consiglio a Travaglio: se non vuole svaccare completamente il Fatto Quotidiano scriva chiaramente che la rubrica della Lucarelli fa parte della sezione gossip.

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