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Parco Q.re Adriano, sinistra vuole imporre il nome di Franca Rame

PARCO Q.RE ADRIANO, SINISTRA VUOLE IMPORRE IL NOME DI FRANCA RAME

In consiglio di zona 2, durante la commissione Urbanistica, si è discusso in merito all’intitolazione del nuovo parco nel quartiere Adriano. La maggioranza ha fatto quadrato facendo intendere chiaramente che spingerà su un nome chiaramente d’ispirazione e vicinanza ideologica.

“In consiglio di zona – commenta Silvia Sardone, consigliere di zona 2 (Forza Italia) – abbiamo assistito a uno spettacolo indecoroso. Nonostante il quartiere Adriano sia ormai abbandonato al degrado e le condizioni del nascente parco non ancora aperto siano problematiche a causa degli allagamenti e del mancato drenaggio del terreno la maggioranza ritiene prioritario ideologizzare la scelta del nome di questa nuova area. Nonostante i cittadini della zona avessero già espresso in un sondaggio online una netta preferenza per nomi come Marelli (per il luogo), Fellini, Leone e Sandra&Raimondo (trovandoci in un’area con vie dedicate a personaggi del cinema) la sinistra ha voluto imporre una scelta di bandiera, rossa in questa caso. Franca Rame è in testa alle loro preferenze, seguito dal partigiano Alessandro Vaia. Tra le motivazioni di questa discutibile classifica l’impatto educativo dei nomi prescelti. Risulta francamente difficile, pur nel rispetto dell’attrice Rame, dare un connotato “educativo” a quel tipo di personaggio. D’altra parte – continua Sardone – non possiamo dimenticare che la Rame definì “terrorista” la grande Oriana Fallaci o che negli anni di piombo solidarizzava e scriveva appelli per difendere Lollo, il terrorista rosso autore della strage di Primavalle. La forzatura di ideologia, non considerando minimamente le opzioni preferite dai cittadini, la dice lunga sul rispetto della sinistra nei confronti della città e dei suoi abitanti. D’altronde basta fare un giro nel quartiere per rendersi conto dello stato degradante dello stesso, totalmente non considerato da questa giunta.

Mentre gli abitanti della zona denunciano – conclude Sardone – enormi problemi loro perdono giornate a usare la toponomastica per fare battaglie per “alimentare” la loro ideologia di stampo vetero comunista”

Segnalazione ripresa da Corriere della Sera, La Repubblica, Libero, Il Giornale, Il Giorno, L’Intraprendente

 

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