MILANO, AFRICANO DANNEGGIA VOLANTE POLIZIA DOPO CONTROLLO
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MILANO, AFRICANO DANNEGGIA VOLANTE POLIZIA DOPO CONTROLLO

La consigliera comunale e regionale Silvia Sardone, in una nota, commenta la notizia del pusher gambiano arrestato per aver danneggiato una volante dopo un controllo. “Il rispetto verso chi indossa una divisa nella Milano amministrata dalla sinistra non esiste”, osserva la consigliera. “L’ultimo episodio vede protagonista un giovane gambiano, spacciatore e irregolare in Italia, che dopo aver cercato di opporsi a un controllo ha prima preso a calci la volante della polizia e poi ha dato in escandescenza in Questura per non farsi fotografare. Sala, Majorino e Scavuzzo non hanno niente da dire?”, si chiede la Sardone. “Hanno riempito Milano di clandestini e non hanno la minima idea di come si garantisca la sicurezza. Al Sempione i pusher sono padroni e loro lì organizzano la tavolata multietnica: un cortocircuito pazzesco che fa male all’immagine di Milano. Ora non ci dovrebbero essere alternative al trattamento da riservare al gambiano arrestato: espulsione immediata e pena da scontare nel proprio Paese d’origine. Lo spaccio – conclude la consigliera – è una piaga pericolosa che purtroppo infesta sia il centro che la periferia: serve tolleranza zero verso chi vende morte”.


Un cittadino gambiano di 26 anni, irregolare e con precedenti, è stato arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, resistenza e danneggiamento. Intorno alle 11.30 di lunedì mattina il reparto bike della Questura ha notato all’interno di Parco Sempione il ragazzo. Hanno tentato di fermarlo per un controllo, ma il 26enne è scappato tentando di disfarsi della droga, già confezionata per lo spaccio, che ha gettato sul prato. Gli agenti, però, sono riusciti a bloccarlo e hanno chiamato una volante per accompagnarlo in Questura. Il giovane, prima di essere caricato sull’auto di servizio, ha preso a calci e pugni la portiera danneggiandola in maniera evidente. Una volta in via Fatebenefratelli ha dato in escandescenza nelle camere di sicurezza perché non voleva essere fotosegnalato. A causa del suo forte stato di agitazione è stato necessario chiamare il 118 che ha trasportato il 26enne in ospedale dove ha trascorso la notte prima. Questa mattina è stato dimesso ed è andato in tribunale per essere sottoposto al giudizio per “direttissima”. 

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