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Elettrodotti killer, c’è il rischio di una giunta immobile

Il comunicato di Terna a proposito dell’interramento dell’elettrodotto che incombe sulle case di Via Sottocorno e Via Adriano, al confine tra Milano e Sesto San Giovanni rende noto, in maniera chiara, che la società non si prenderà carico dell’operazione per interrare i tralicci, noti alle cronache perché vicinissimi ad abitazioni dove l’incidenza di tumori è oltre la media (36 casi su 140 condomini).

“Le parole di Terna – commenta Silvia Sardone, consigliere di zona a Milano – lasciano l’onere di risolvere la questione ai comuni e in particolare a quello di Milano che sulla faccenda ha ritardato, pesantemente e colpevolmente, le azioni per arrivare a un possibile interramento. Di fronte a numeri di casi tumorali altissimi e alla preoccupazione crescente degli abitanti della zona chiediamo a Pisapia di prendersi carico immediatamente della faccenda, stanziando i soldi necessari per l’interramento. La proposta avanzata da Terna è di 4.5 milioni per 1200mt di interramento ma secondo i comitati e la stessa società va bene interrarne anche la metà con un costo dimezzato, assolutamente alla portata del Comune. Gli abitanti del quartiere chiedono di sapere subito come e quando ci saranno i lavori e chi metterà i soldi necessari tra gli attori in causa, i due comuni e il Parco Media Valle del Lambro. D’altronde – continua Sardone – proprio recentemente il Comune con un comunicato si prendeva carico di risolvere una questione incredibile e imbarazzante per una città come Milano. I casi di tumore (2 ulteriori morti proprio recentemente) non possono essere trascurati e il Sindaco non può far finta di nulla di fronte alla paura di tanti cittadini, a maggior ragione dopo il clamore mediatico nazionale successivo alle segnalazioni dei numeri di malati in zona denunciati dai comitati. Gli abitanti dell’area – conclude Sardone – meritano un intervento rapido. Non possiamo immaginare un nuovo stop dopo che il vicesindaco De Cesaris si era impegnata, a parole, per l’interramento anche se, purtroppo, il fatto che ci abbiano messo 2 anni per i 7500euro dello studio di fattibilità ci fa pensare male. Non possono fregarsene della salute dei cittadini con la scusa dei costi. Soldi che però ci sono per finanziare iniziative discutibili, associazioni di amici e eventi flop. Come mai Pisapia e De Cesaris sempre pronti a esporsi sui giornali anche con dichiarazioni spesso inutili e propagandistiche non hanno ancora dichiarato chiaramente: “Pagheremo l’interramento”? Il silenzio ci preoccupa. Chiediamo una risposta immediata, senza fraintendimenti e rimpalli di responsabilità”.

Segnalazione ripresa da Il Giorno e La Critica

 

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